Carta regalo o cesto natalizio?
Carta regalo o cesto natalizio: confrontiamo fiscalità, percezione del dipendente, sforzo di gestione e ricordo del marchio — e ti raccontiamo perché c'è una terza via che riunisce il meglio di entrambe.
Pubblicato il 29 luglio 2026
Il dilemma di ogni novembre
La carta regalo promette comodità: si invia via email e ognuno si compra ciò che desidera. Il cesto promette emozione: una scatola fisica che arriva a casa e si apre in famiglia. Ogni opzione sacrifica ciò che l'altra offre — la carta non emoziona, il cesto non sempre è azzeccato.
Fiscalmente sono più simili di quanto sembri: entrambe sono retribuzioni in natura per il dipendente. La differenza reale sta nella percezione e in ciò che dicono della tua azienda.
Confronto rapido
| Carta regalo | Cesto scelto (Pekata) | |
|---|---|---|
| Percezione del dipendente | Fredda: si confonde con la spesa settimanale | Vero regalo: scatola fisica che si apre a casa |
| Azzecato | Alto (ognuno si compra ciò che vuole) | Alto (ognuno sceglie) + effetto sorpresa nel riceverlo |
| IRPF | Retribuzione in natura | Retribuzione in natura |
| Marchio datore di lavoro | Generico: il regalo lo firma il supermercato | Tuo: scatola e portale con il tuo marchio, storia da raccontare |
Analisi orientativa; il trattamento fiscale esatto dipende da ogni caso.
La terza via: la scelta con l'anima del regalo
Pekata esiste perché la domanda era mal posta: non bisogna scegliere tra azzeccare ed emozionare. Ogni dipendente sceglie con il suo budget — come con una carta — ma ciò che arriva è una scatola curata con prodotti che si desidera aprire — come il miglior cesto.
E a differenza della carta del supermercato, l'esperienza porta il tuo marchio dall'inizio alla fine: l'email di invito, il portale, la scatola con il tuo logo. Il budget dei regali lavora anche per il tuo marchio datore di lavoro.
E la carta regalo di Amazon?
Molte aziende pensano direttamente ad Amazon. Per farlo in modo aziendale esiste Amazon Incentives, che richiede un ordine minimo di 5.000 € — e fiscalmente non cambia nulla: la carta è una retribuzione in natura esattamente come il cesto, con il suo ingresso a conto in busta paga.
La differenza sta in chi firma il regalo: una carta di Amazon la firma Amazon. Lo stesso investimento convertito in una scatola con il tuo marchio — e nella libertà di scegliere tra più di 1.000 prodotti — lavora per la tua azienda, non per il marketplace.
Domande frequenti
La carta regalo non è più economica da gestire?
È semplice da inviare, ma con Pekata la gestione è anche online e senza logistica da parte tua: carichi il modello, definisci il budget e noi facciamo il resto. La differenza di sforzo reale è minima; quella di percezione, enorme.
Le carte regalo hanno qualche vantaggio fiscale?
No: sono retribuzioni in natura come il cesto. In entrambi i casi devono essere in busta paga con il loro ingresso a conto. Lo spieghiamo nella guida alla fiscalità.
Cosa succede con chi preferisce davvero «denaro»?
La libertà di scegliere tra più di 1.000 prodotti ed esperienze copre questa necessità di autonomia — con la differenza che il risultato è un regalo, non un altro ingresso che scompare nel conto.